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IL PATTO
FORMATIVO
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ATTORI |
AZIONI |
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Utenti
DOMANDA
Docenti
OFFERTA E ORIENTAMENTO
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ACCOGLIENZA
ESAME DEI CREDITI
risultanti da
Esperienze Formative
ed Esperienze Lavorative
INDIVIDUAZIONE DEI PERCORSI
di Istruzione e Formazione
da offrire agli studenti
NEGOZIAZIONE con ciascun
studente
del proprio percorso di
istruzione e formazione
ORGANIZZAZIONE CORSI E
ATTIVITÀ FORMATIVE
MONITORAGGIO E RILASCIO
ATTESTATI E CERTIFICAZIONI
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ARTICOLAZIONE
DEL PERCORSO
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Fase preliminare:
Definizione del percorso:
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obiettivi
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contenuti
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metodi: lezione
frontale
attività di laboratorio
attività pratiche
esercitazioni individuali e di gruppo
Presentazione e condivisione con gli
utenti
Monitoraggio e valutazione del corso:
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Il libretto
personale (per la Scuola Media)
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Per ogni adulto rientrato in
formazione è istituito un libretto personale che,a richiesta
dell'interessato e partendo da un'analisi iniziale, riporta:
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i
crediti in ingresso
-
l'itinerario
di istruzione e formazione (obiettivi, metodologia, tempi di
attuazione, modalità di verifica e valutazione, docenti coinvolti)
-
le
attività effettivamente svolte con l'annotazione della durata oraria
-
l'annotazione
sintetica delle competenze raggiunte
-
i
titoli e/o gli attestati acquisiti.
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La
certificazione
ALCUNE LINEE
METODOLOGICHE
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In ogni tipo di percorso vengono
utilizzate metodologie differenziate a seconda delle situazioni:
gruppo di discussione, operatività, lezione frontale, insegnamento
individualizzato, lavoro di gruppo, lezione-discussione anche con
tecniche di brainstorming, problem-solving, strumenti e tecniche di
interpretazione critica della realtà, giochi di ruolo, study-skills,
lezione interattiva con strumenti multimediali ( quando possibile )
per offrire più opportunità di autoapprendimento dell'insegnamento
puramente teorico.
Al centro l'apprendimento degli utenti
e non l'insegnamento del docente !
Il corsista viene coinvolto nella
progettazione del proprio percorso formativo, nella definizione dei
propri obiettivi di apprendimento e nella valutazione dei progressi
compiuti; si tratta dunque di far ricorso a tutte quelle esperienze
formative nelle quali l'individuo è chiamato al coinvolgimento
piuttosto che all'ascolto, e a metodologie volte a motivare, in
quanto l'apprendimento si basa su interessi e contenuti che egli
stesso è chiamato ad identificare.
L'insegnante diventa un facilitatore
dell'apprendimento che favorisce lo sviluppo dell'abilità di
ricercare, di documentare , di osservare e di confrontare dati.
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ALCUNE LINEE
DIDATTICHE
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I percorsi sono flessibili e
fortemente personalizzati, in modo da corrispondere a bisogni,
attese e condizioni specifiche dell'utenza adulta, con lo scopo di
integrare le competenze di natura professionale con quelle
culturali.
Si privilegiano le competenze
costituite da:
-
abilità
logico linguistiche (il saper leggere e scrivere, calcolare,
ragionare e argomentare);
-
capacità
cognitive indirizzate verso l'analisi e la soluzione dei problemi;
-
conoscenze
economiche, storico sociali per interpretare il contesto di vita e
di lavoro;
-
abilità
trasversali (il saper lavorare in gruppo, gestendo cooperazione e
conflitto e affermando il proprio senso di responsabilità e la
capacità di impegno e iniziativa);
-
una
metacompetenza come l'imparare ad apprendere, che è essenziale nella
società dell'innovazione.
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IL MODELLO
FORMATIVO
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Nasce dal documento Stato-Regioni del 2 marzo
2000, nel quale si afferma:
"Il modello formativo si
caratterizza per l'offerta di una molteplicità di percorsi aperti e
flessibili e di specifiche opportunità al fine di essere centrato
sulle condizioni di partecipazione degli iscritti e favorire
l'ingresso in formazione di soggetti adulti di ogni età. Esso si
caratterizza per la modularità dei percorsi e per la flessibilità
dei moduli che lo compongono, ognuno finito in sé e riconosciuto,
eventualmente, anche quale credito formativo dai soggetti coinvolti
sia nella prosecuzione degli studi (nel sistema scolastico e
professionale) sia per una professionalizzazione dell'individuo
secondo una modalità di quantificazione stabilita fra le istituzioni
interessate ai fini della relativa esigibilità e basata su standard
minimi concertati a livello nazionale"
La programmazione delle attività
formative non è centrata quindi sui tradizionali curricoli e corsi
lunghi bensì sulle competenze e percorsi modulari, cioè su segmenti
brevi che in quanto ben determinati, verificabili e valutabili
possono costituire un "credito capitalizzabile".
In questa ottica si può fare
riferimento al modello ISFOL finalizzato alle Unità Formative
Capitalizzabili ( UFE ) oppure alle Unità di apprendimento UdA
proposte dal F.A.Re, o addirittura a modelli che si ritrovano nel
Piano di Alfabetizzazione funzionale proposto dal M.P.I.
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